Con i nuovi calcestruzzi, le criticità emergono ben prima dei canonici 28 giorni. I controlli devono presidiare early-age, temperatura e stagionatura, stabilità reologica, disarmo su prestazioni effettive e tracciabilità dei lotti. Un FPC efficace è gestione del rischio sul calcestruzzo fresco, non verifica ex post. Il nodo non è cambiare tutto, ma misurare nel momento decisivo con operatori qualificati. In vista della revisione del Cap.11 NTC, l’intervista a Riccardo Schvarcz indica come rendere i controlli coerenti con l’evoluzione delle miscele e con le reali dinamiche di cantiere: “il controllo produce qualità solo quando produce scelte”.

La trasformazione in corso nel calcestruzzo – nuovi cementi e leganti con maggiore impiego di aggiunte, mix design più sensibili alle variabili operative, possibile crescita dell’uso di aggregati riciclati e richiesta di prestazioni più “robuste” nel tempo – sta mettendo sotto pressione un sistema di controlli che, in molti casi, resta ancora centrato su verifiche a posteriori e su adempimenti documentali.

In vista della revisione del Capitolo 11 delle NTC, la domanda non è solo “quali prove fare”, ma come costruire un sistema di controllo credibile lungo tutto il processo: dalla progettazione (che deve prescrivere prestazioni e controlli coerenti), al controllo di produzione (FPC) più automatizzato e tracciabile, fino alla qualità dei soggetti che eseguono controlli e ispezioni, alla qualifica degli operatori, e alla formazione dei professionisti. Sullo sfondo, l’Intelligenza Artificiale potrebbe diventare un supporto importante per leggere i dati, individuare derive e prevenire non conformità, ma solo se il sistema dei controlli diventa davvero “data-ready”.

Ne parliamo con Riccardo Schvarcz, già presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Padova, progettista, ispettore ICMQ per il settore e tecnico esperto del calcestruzzo per capire quali cambiamenti renderebbero il Capitolo 11 più adatto al calcestruzzo (e ai cantieri) dei prossimi anni.